martedì 12 dicembre 2017

A caccia dei 'Presepi sull'acqua' di Crodo (VCO)



Se volete fare una gita in luoghi belli e poco frequentati vi consigliamo assolutamente il giro dei presepi sull'acqua a Crodo e nelle sue frazioni di montagna. Si tratta di un percorso libero tra i paesini della Valle Antigorio alla ricerca di presepi realizzati dagli abitanti e collocati nei lavatoi e nelle fontane. 

Ce ne sono 55 sparsi tra le varie frazioni di Crodo (come ad esempio Cravegna, Viceno, Mozzio, ...) ad un altitudine compresa tra i 500 m. s.l.m. della stessa Crodo fino ai 1200 m di Foppiano.

Il percorso è adatto a tutte le età e siete liberi di scegliere cosa vedere e quando, le installazioni sono infatti visibili giorno e notte; è necessario spostarsi in auto da frazione a frazione, a meno che non siate buoni camminatori e abbiate tempo a disposizione. Al calar del sole diventa tutto molto più suggestivo, come nel caso in cui nevichi, ma alcuni presepi potrebbero essere difficili da raggiungere con il buio e con la neve, mentre altri sono facilmente individuabili nelle piazze dei paesi e lungo le strade di comunicazione. 



I presepi hanno la caratteristica comune di stare tra la pietra e l'acqua, due caratteri distintivi di queste valli, e sono di fattura molto varia. Alcuni sono veri e propri capolavori di artigianato, altri sono più semplici ma tutti sono molto belli e suggestivi. 

Gli abitanti del territorio, i bambini delle scuole, le associazioni sportive, oltre ad accettare generosamente l'invito a costruire i presepi, si impegnano anche nella costante cura delle installazioni che saranno visibili fino al 7 gennaio. Noi stessi abbiamo assistito alla posa delle lucine su un presepe e al restauro 'volante' di una statuina in un altro.

Noi abbiamo scelto di partire da Cravegna e avevamo a disposizione soltanto un pomeriggio. Abbiamo scaricato la mappa dei presepi qui ma la trovate anche negli esercizi commerciali della valle (ad esempio alla Latteria Antigoriana) e vicino a qualche presepe. 

Ci siamo inerpicati tra le baite di pietra e i sentieri del paese. Cravegna è davvero un luogo suggestivo e da ogni angolo è possibile ammirare un bellissimo panorama delle montagne circostanti. 



I ragazzi hanno apprezzato la modalità "caccia al tesoro" che rende la gita adatta a grandi e piccoli. 
I presepi sono indicati da frecce che tracciano il percorso. Ognuno è identificato da un numero per potersi orientare nella mappa; per ogni numero è indicato anche - se esiste - il nome del luogo in cui è stato collocato il presepe (ad esempio: lavatoio nei pressi dell'Oratorio di San Domenico). 

A volte troverete anche un cestino con un thermos di the caldo per ristorarvi dalla fatica della salita o dal freddo della montagna. Non è esplicitamente scritto, ma secondo me se lasciate anche un'offerta di ringraziamento per il the non è un'idea malvagia.
C'è quasi sempre anche un libro per le firme e i commenti: a me farebbe piacere scoprire che i turisti hanno apprezzato il mio lavoro e hanno lasciato almeno una firma e magari anche la loro provenienza.













Quando ci siamo stati noi non c'era molta gente (pregio di questi luoghi) e quando ci si incrociava con la mappa in mano ci si scambiava indicazioni e opinioni su quello che si era appena visto. E' stato davvero un pomeriggio vivace!!! 

Anche a Crodo che è il centro principale della valle e che -a dire il vero- è un po' meno tipico delle altre località abbiamo trovato comunque presepi molto belli e creativi. 




Noi questa volta abbiamo deciso di fare una gita in giornata da Milano. Ma le valli dell'Ossola meritano senza dubbio attenzione anche per un lungo week end.
In qualsiasi stagione queste zone hanno molto da offrire sia per gli escursionisti che possono godere di sentieri e montagne incontaminate, sia per chi invece vuole solo godersi la vita!

Vi avevamo già parlato dell'Alpe Devero e degli Orridi di Uriezzo, che sono qui dietro l'angolo. Poco più in là c'è la ValFormazza con le cascate del Toce e le Terme di Premia oppure la ValVigezzo con Santa Maria Maggiore dove si svolgono il Raduno internazionale degli Spazzacamini e il Mercato di Natale durante il ponte dell'Immacolata.
Le valli dell'Ossola sono anche famose per Macugnaga e per la skiarea di Domobianca. 

Dal punto di vista gastronomico non vi potete perdere salumi e formaggi di queste valli (tra cui il raro Bettelmatt) oltre agli gnocchi di castagne e zucca. Alla succitata Latteria Antigoriana troverete innumerevoli prelibatezze, per noi ormai è una tappa fissa delle scorribande ossolane.

Per ulteriori informazioni pratiche cliccate qui e troverete tutte le risposte ai vostri dubbi. Vengono organizzate anche visite guidate ai presepi alla portata di tutti.

In qualsiasi stagione dell'anno, l'Ossola non vi deluderà. Per noi è una scoperta continua!

martedì 21 novembre 2017

Viaggio alla ricerca dei sottomarini visitabili in Europa



(disegno fatto da mio figlio in occasione dei festeggiamenti per i 5 anni del Toti a Milano nel 2008)



L'idea mi è venuta mentre scrivevo il post precedente dedicato alla Citè de la Mer a Cherbourg in Normandia dove è conservato La Redoutable il più grande sottomarino visitabile al mondo.

Ma ce ne sono altri altrove! ne abbiamo scovati moltissimi, più o meno grandi! Siete curiosi? Siete appassionati di sommergibili e sottomarini?
Seguiteci! 
Al momento abbiamo trovato questi e abbiamo limitato la nostra ricerca all'Europa (molti non li abbiamo visti, ma se invece voi sì, fatecelo sapere!)

ITALIA 
  • sottomarino Toti (46 m.) - Museo della Scienza e della Tecnica - Milano 
(ve lo ricordate il Toti quando attraversò le strade di Milano per arrivare al Museo?)
photo credit: Museo Scienza e Tecnica Milano
photo credit: acquariodigenova.it
  • sottomarino Andrea Provana (era 67 m.) - Parco del Valentino - Torino
photo credit: fiammeblu.it
photo credit: artplace.io


GERMANIA
  • sottomarino U-Boot U-434 (90 m.) - U-Boot Museum - Amburgo (in acqua)
  • sottomarino U-Boot 995 (67 m.) - Marine-Ehrenmal Laboe 
  • sottomarino U-2540 Wilhelm Bauer (76,7 m.) - Hafen des Deutsches Schiffart Museum - Bremerhaven (in acqua)
FRANCIA
  • sottomarino Espadon (78 m.) - Ecomusée - Saint Nazaire (in acqua)
  • sottomarino L'Argonaute (50 m.) - Cité des Sciences - Parigi 
  • sottomarino La Redoutable (128,7 m.) - Cité de la mer - Cherbourg 
  • sottomarino Flore S645 (57,7 m.) - Lorient La Base - Lorient 
DANIMARCA
  • sottomarino Saelen (47 m.) - Skibene paa Holmen - Copenaghen
  • sottomarino Springeren (54 m.) - Maritimt Oplevelsescenter - Aalborg
GRAN BRETAGNA
  • sottomarino HMS Alliance (86 m.) - Royal Navy Submarine Museum - Gosport 
  • sottomarino HM Ocelot (90 m.) - The Historic Dockyard - Chatam 
  • sottomarino U-534 (77 m.) - U-boat Story - Woodside Ferry Terminal - Birkenhead 
ESTONIA
  • sottomarino ML Lembit (59.5 m.) - Lennusadam - Tallin 
OLANDA
  • sottomarino Tonijn (78 m.) - Marinemuseum - Den Helder 
FINLANDIA
  • sottomarino Vessiko (41 m.) - Suomenlinna - Helsinki  
SPAGNA
  • sottomarino S-61 Delfin (58 m.) - Museo flotante submarino S-61 Delfin - Torrevieja (in acqua)
  • sottomarino Peral (22 m.) - Museo Naval - Cartagena 
RUSSIA
  • sottomarino Narodovolets (76 m.) - Central Naval Museum - San Pietroburgo 


Come potete notare La Redoutable, il sottomarino nucleare conservato a Cherbourg in Normandia, con i suoi 128 metri di lunghezza è -di misura - davvero il più grande di tutti (e aggiungo, è bellissimo!).

Questi sottomarini sono tutti collocati in musei o in aree aperte al pubblico. L'unico in un'area ad accesso limitato è l'Enrico Dandolo di Venezia, per visitare il quale bisogna organizzarsi in un gruppo e fare richiesta all'ente che se ne occupa. Anche il Provana di Torino si trova al Parco del Valentino a Torino presso l'associazione Marinai d'Italia (assicuratevi che in sede ci sia un volontario che vi possa accompagnare nella visita).

Per gli altri, se cliccate su ogni nome verrete trasportati immediatamente sui siti dei singoli musei, con informazioni pratiche e orari.

Alcuni sono in acqua come il Nazario Sauro a Genova. Altri sono collocati in una cosiddetta Base come quella di Lorient in Bretagna trasformata in spazio museale, per altri è stato costruito appositamente un museo come a Gosport (UK).

Chiudo qui, cercando di fare chiarezza sulle definizioni sottomarino e sommergibile. Le due parole vengono spesso utilizzate come sinonimi e anche io l'ho fatto prima di scrivere questo post. In realtà i sommergibili sono battelli concepiti per navigare prevalentemente in superficie e per immergersi all'occorrenza. 
I sottomarini invece sono mezzi più idrodinamici e veloci, fatti appositamente per navigare in immersione senza essere visti dai radar e capaci di restare a quote profonde per lunghi periodi.

Tutti quelli che abbiamo scovato in ogni angolo d'Europa sono sottomarini e sarebbe davvero bello organizzare un on the road per visitarne qualcuno. Da dove comincereste?
Io forse da Tallin, ma non so perchè!

P.S. nel frattempo potete dilettarvi con questo sottomarino di Lego 🙂



lunedì 20 novembre 2017

Al Museo con i bambini - la Cité de la Mer a Cherbourg (Normandia)

Vi anticipo subito che la cittadina di Cherbourg non l'abbiamo nemmeno vista. In Francia è famosa perché piove sempre (e infatti esiste un film che si intitola Les parapluies de Cherbourg con Catherine Deneuve). 




Ma - cosa che d'altra parte vale per tutta la Normandia - non è del tutto vero. Il giorno che ci siamo stati noi splendeva il sole ed era pure tiepido.

La nostra meta era La Cité de la Mer, un museo tematico dedicato al mare e alla tradizione marinaresca della regione realizzato nella vecchia stazione dei transatlantici.

Cherbourg è fuori dai classici itinerari turistici della Normandia soprattutto a causa della sua posizione geografica in cima alla penisola del Cotentin di fronte all'Inghilterra. Non ci passi per caso di qui, ci devi venire intenzionalmente. I francesi definiscono un posto come questo le bout du monde "la fine del mondo". Appunto.

Pochi sanno che qui c'era una grande stazione marittima per i transatlantici (lo stesso Titanic si fermò nella baia per accogliere 281 viaggiatori francesi) e che durante lo sbarco alleato del '44 fu distrutta completamente essendo un caposaldo molto importante grazie alla sua rada artificiale, la cui costruzione risale a Luigi XIV.




I turisti vengono prevalentemente per visitare la Citè de la Mer e anche noi la scorsa estate non abbiamo resistito al richiamo della Redoutable, il più grande sottomarino visitabile al mondo che riposa in questo museo.

La Cité de la Mer, oltre al sottomarino nucleare (ben più grande del nostro amato Toti e che vale assolutamente da solo la visita) offre ai visitatori un acquario profondo 11 metri che non ci ha stupito troppo, una collezione di batiscafi o simili da immersione, una sezione dedicata al Titanic abbastanza interessante e una sorta di simulazione di immersione nei fondali marini chiamata On a marchè sous la mer (che sembrava più un telefilm tipo star trek de' noantri).



Il sottomarino, come detto, vale il viaggio, anche se non è il nostro primo sottomarino: abbiamo già visitato più volte il Toti a Milano e abbiamo visto in acqua a Genova il Nazario Sauro (io ho visto anche da fuori, passandoci vicino in traghetto, l'U-Boot di Amburgo). 

(N.d.r. sarebbe bello magari un OTR in giro per l'Europa sulle tracce dei sommergibili esistenti? chissà!!!)

La Redoutable di Cherbourg è molto più grande (è lungo 128 metri) ed è un sottomarino nucleare. Attualmente il più grande visitabile al mondo.
Al termine del suo servizio venne portato qui, perchè da sempre Cherbourg è sede di cantieri navali dedicati ai sottomarini. Quindi quale posto migliore? 

La Redoutable fu il primo sottomarino ad avere le camere con brande singole per i marinai (se avete visto il Toti, vi ricorderete che il personale di bordo dormiva in brande estraibili nell'unica grossa camera del sommergibile  - che fungeva anche da refettorio e sala break - e ci si scambiava la branda a fine turno. Una vitaccia..). C'era poi una mensa e un'area dedicata alla 'detente' cioè al relax tra un turno e l'altro. Le missioni potevano durare 70 giorni senza riemergere in superficie.

Aveva 135 membri di equipaggio e fu attivo per circa 20 anni fino al 1991 quando fu messo "a riposo". Nel 1996 il Ministero della Difesa francese decise di farlo diventare l'attrazione principale del futuro museo di Cherbourg.  Si dovette costruire una darsena apposita per ospitare il sommergibile: ovviamente si tratta di una darsena inserita in un contesto turistico e che quindi non assomiglia a nessuno dei bacini che solitamente ospitano i sottomarini nei cantieri navali. Inoltre è più alta del livello medio del mare e si dovette attendere l'alta marea per permettere lo spostamento del sommergibile. Dal 2012 attende i turisti alla Cité de la Mer.

E che dire del nome 'La Redoutable'? In italiano possiamo tradurlo come 'formidabile'. Gli altri sottomarini della sua classe hanno nomi simili e tutti molto ridondanti: le Terrible, le Foudroyant, le Tonnant, l'Inflexbile. Quelli della classe successiva si chiamavano le Triomphant, le Téméraire, Le Vigilant. Vi sembrano adatti dei sommergibili nucleari? A me sembrano perfetti per dei sommergibili nucleari FRANCESI (🌝).


Nel biglietto è compresa l'audioguida - anche in italiano - che vi accompagnerà nel ventre del natante. La visita dura 35 minuti (non molto) ma è decisamente ben fatta e interessante. 








A lato della darsena del sommergibile vi è un'area dedicata alla storia delle immersioni, ai sommergibili del futuro e una zona di simulatori, dove siamo stati un'eternità...!




Un'altra area che ci è piaciuta è stata la sezione dedicata all'emigrazione e al  Titanic che qui fece il suo primo scalo per accogliere un gruppo di viaggiatori francesi. Da allora Cherbourg divenne importante porto d'imbarco per numerose compagnie di navigazione verso le Americhe.



Si visita prima di tutto la vecchia Sala dei Bagagli della stazione marittima: lungo le pareti alcuni video fanno rivivere le emozioni degli emigrati, tramite installazioni interattive ci si immedesima nei passeggeri delle navi scegliendo nome e professione e scoprire che magari saremmo stati rimandati indietro a traversata conclusa; oppure si può indagare se tra gli immigrati arrivati in America c'era qualcuno con il nostro stesso cognome. Io ad esempio ho trovato che c'erano moltissimi che si chiamavano come me (ma nessun parente diretto). 







Poi la mostra permanente 'Titanic. Ritorno a Cherbourg' racconta della vita a bordo nelle varie classi e dell'ultima notte del transatlantico attraverso alcuni video murali, cabine arredate, pannelli esplicativi. 

L'acquario, che viene presentato come il più profondo del mondo (11 metri), in realtà non ci ha entusiasmato e nemmeno l'attività per famiglie chiamata "on a marche sous la mer" (diciamo che abbiamo visto di meglio).

Tutto sommato però mi sento di consigliarvi, se mai passerete da Cherbourg, una mezza giornata alla Cité de la Mer. Noi ne siamo usciti soddisfatti ed è stata una di quelle belle sorprese che ci capitano nei nostri on the road.

domenica 22 ottobre 2017

In Francia con i bambini - una tenda speciale in Borgogna

La scorsa estate, come già sapete, abbiamo viaggiato per 24 giorni attraverso la Francia fino alla Normandia e ritorno. 

Come in tutti gli OTR (On The Road) che si rispettino, abbiamo organizzato il viaggio in varie tappe, otto per la precisione, che ci hanno permesso di viaggiare con la nostra auto partendo direttamente da casa e suddividere il viaggio in modo da non guidare troppo a lungo e goderci la vacanza.

Solo la prima tappa sarebbe stata la più lunga (altrimenti in Normandia non ci saremmo mai arrivati!!!), circa 700 km, mentre le altre non superavano i 300 km.  

I 700 km erano quelli che dividevano casa nostra dalla Borgogna dove avevamo deciso di fermarci a dormire, scegliendo di passare attraverso la Svizzera perchè nell'economia del viaggio avevamo valutato fosse più economico (e lo è, in effetti, poichè è vero che si deve acquistare la cosiddetta Vignette per le autostrade svizzere, ma la si acquista una volta all'anno, ammortizzando il costo già con il ritorno verso l'Italia, mentre passando dal tunnel del Monte Bianco si paga - 44 euro - sia all'andata che al ritorno).

Lo scopo della tappa era poi andare a Chatillon Sur Seine a visitare il Museo dove è conservato il famosissimo Cratere di Vix, un vaso enorme di fattura magno-greca risalente a metà del VI sec. a.C. trovato nella tomba di una principessa celtica alla fine degli anni '50. 

So cosa state pensando: robbba da archeologgggi (e vabbeh a noi piace così!!!)






Quindi è partita la solita ricerca matta e disperata di un alloggio per una notte, non lontano da Chatillon, da raggiungere al massimo in una giornata di viaggio.

Avevo già prenotato un albergo su booking ma ho scoperto che era troppo lontano per noi e non ci saremmo mai arrivati se non a notte fonda.

Mi sono rimessa alla ricerca e sul sito di Haute Marne Tourisme - la regione di riferimento - ho seguito con molta curiosità le tracce degli hébergements insolites, e cioè tutti quegli alloggi che quasi ovunque in Francia offrono da dormire sugli alberi, nelle roulotte gitane, nelle yurte mongole, e altro.

E ho trovato il nostro posto del cuore: le tende nomadi della foresta di Auberive.

Il luogo dove, se non fosse stato l'ultimo alloggio prenotato e la prima tappa di un lungo viaggio, forse saremmo stati almeno una notte in più.

Non vi so dire se ci sia piaciuto perché è davvero bello, perché è quello che cercavamo dopo un anno molto molto cittadino (almeno noi adulti), perché il tramonto è stato fantastico, perché eravamo gli unici ospiti, perché è da un sacco che vogliamo dormire in tenda e finalmente ci siamo riusciti, o perché avevamo bisogno di fresco e finalmente quella notte abbiamo dormito sotto un piumino a 12° di temperatura.

Fatto sta che la nostra tente nomade nella foresta di Auberive rimarrà per sempre tra i nostri migliori ricordi di viaggio.



La tenda è questa. 

Una tenda attrezzata per quattro persone ai margini del bosco. Una piattaforma di legno contro l'umidità e che serve anche da zona relax, con sdraio, tavolo e una piccola cucina da campo. Ci sono altre quattro tende di diversa capacità, una latrina a secco nel bosco, un blocco con doccia/lavandini e due aree per accendere il fuoco e raccontarsela sotto le stelle nelle sere d'estate. 

Intorno, solo boschi e campi dove pascolano mucche placide.





All'interno la tenda è abbastanza spaziosa. I letti sono fatti al vostro arrivo (qui eravamo in partenza e li avevamo già disfatti) e sono comodissimi. Poi c'è una stufa per la stagione fredda e un piccolo tavolino con sgabelli. Vi viene fornita una tanica con l'acqua e un carrellino per trasportare bagagli e annessi (la macchina si parcheggia altrove).


Ovviamente in tenda si entra senza scarpe. In ogni caso alla fine del soggiorno vi verrà chiesto di pulire l'interno, togliere le lenzuola, svuotare il secchio della latrina e riportare tutto alla casa cantoniera. Ovviamente(bis) i rifiuti si differenziano, si lascia pulito, non si fanno schiamazzi, e le solite belle cose che si imparano stando al 100% a contatto con la natura. Dentro la tenda c'è una pila a led, ma se volete altra luce ve la dovete portare. Anche il cibo conviene portarselo direttamente. Il paese di Auberive è a 1 km e ha solo un alimentari/panetteria, ma non rischierei di trovarlo chiuso.

Noi ci siamo arrivati dopo dieci ore di viaggio, ma non eravamo abbastanza stremati da non riuscire a godere del luogo, del cielo, dei rumori del bosco, dei profumi dei prati. 

Un luogo incantevole.




Il paese di Auberive è anche famoso per l'ex-abbazia cistercense, attualmente trasformata in centro culturale e location per eventi, filiazione dell'abbazia di Clairvaux - non lontana da qui - fondata da Bernardo (appunto, di Chiaravalle). 

Nel bellissimo parco vengono coltivati alberi da frutto rari (mele e pere) non presenti altrove.



venerdì 6 ottobre 2017

In Normandia con i bambini - gita al castello di Falaise

Tutto in Normandia parla di Guglielmo il Conquistatore

Ogni paese che visiterete, ogni abbazia, ogni castello, ogni porto, ha visto sicuramente una o molte gesta di Guglielmo o di qualcuno della sua famiglia.

Durante il nostro viaggio lo abbiamo incontrato spesso. Da Bayeux, dove le sue gesta sono narrate nel famoso arazzo, fino a Saint Valery sur Somme in Piccardia da dove partì effettivamente verso l'Inghilterra per combattere la battaglia di Hastings.

Guglielmo nacque proprio qui a Falaise, nel dipartimento del Calvados, e venne soprannominato Il Bastardo, poichè figlio di Roberto il Magnifico, quarto Duca di Normandia, e Arlette, la figlia di un conciatore del villaggio. 

Divenne un potente feudatario e fu lui appunto che condusse le truppe normanne oltre Manica e vinse nella battaglia di Hastings del 1066.  Guglielmo venne allora chiamato il Conquistatore e quindi Guglielmo I d'Inghilterra.


  

Siamo capitati a Falaise durante la festa medievale e ci siamo immersi subito nel villaggio sorto all'interno del castello con figuranti in costume, tornei di cavalieri, giochi antichi e duelli di vario tipo. 



Il castello, pesantemente restaurato con cemento armato (sigh), conserva ancora comunque tutto il suo fascino e la sua possanza, è ancora visibile tutto il giro delle mura con tutte le torri e dall'alto di uno sperone roccioso domina maestoso tutta la valle sottostante.

All'entrata viene fornito un tablet touch screen che si attiva lungo il percorso permettendo di rivivere tramite la realtà virtuale come erano in origine gli ambienti del castello, i mobili, gli oggetti della vita quotidiana. 

Si passa inizialmente nella cosiddetta Aula, cioè la sala pubblica dedicata all'incontro tra il signore del castello e chi veniva a visitarlo, dove veniva esercitata la giustizia, dove si svolgevano assemblee di vario tipo. E' anche lo spazio per le feste e dovete immaginarvela con tappeti al suolo e tende variopinte alle pareti, nonché con un trono che campeggia sulla parete di fondo.

A fianco dell'Aula si trova la Camera, che era lo spazio privato del signore e che probabilmente in origine non prevedeva un muro di separazione dall'Aula ma solo dei pesanti tendaggi o qualche tipo di pannello mobile, in modo da variare l'ampiezza degli spazi secondo necessità.

Si visita poi il Petit-Donjon, una sala del castello che venne aggiunta in un secondo tempo e che doveva avere dei tratti eleganti dovuti al periodo del dominio inglese. Una sala con camino, sicura, lontano dal via vai del castello.

Infine si entra nella Tour Talbot la cui costruzione evidentemente a scopo difensivo risale al dominio francese di Falesie attorno al XIII sec. 

Il bello è che tutto questo non è reale ma solo immaginabile e intellegibile grazie alla tecnologia applicata alla didattica che è il punto forte della visita a questo castello. Oltre al tablet, percorrendo le varie sale si attivano anche dei video murali in cui vari personaggi a grandezza naturale come Guglielmo, suo padre Roberto, sua moglie Matilda e molti altri prendono vita e raccontano come la propria storia sia intrecciata alle vicende della storia di Normandia. 

E' un'esperienza davvero coinvolgente soprattutto per i bambini, che si possono così avvicinare alla storia medievale immergendosi totalmente nella vita del castello e dei suoi abitanti.