lunedì 19 dicembre 2016

Io a Babbo Natale ci credo (post dal lontano 2010)

Questo è un vecchio post di 6 anni fa. Una vita, sembra, no? 

Da almeno tre anni mio figlio grande ha capito che siamo noi a fare i regali di Natale, mio figlio piccolo - che tanto piccolo non è- boh o non l'ha capito o fa finta...

Tuttavia la lettera a Babbo Natale viene scritta ancora, imbustata e spedita.
Non costa nulla continuare a credere alla magia del Natale....

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Io a Babbo natale ci credo. 
Per il momento ci credono anche i miei figli. Ancora, intendo. Prima o poi scopriranno che è una favola e che al pari delle favole è fantasia.

Ma io ci credo. 

Come credo a Harry Potter, agli Hobbit e al Principe Azzurro che salva le principesse. 

Non sono idiota. Solo che mi va di crederci. 

Non immaginate anche voi che laggiù nella Terra di Mezzo vivano davvero degli esseri nani in casette tondeggianti col tetto d'erba a cui piace mangiare e stare insieme? 

E non credete che da qualche parte vicino ad un lago e a una foresta incantata esista una scuola per maghetti e che il treno parta da Victoria Station su un binario invisibile?

Credo anche a tante altre cose. 
Credo alla Pimpa che vive con l'Armando in una casetta con il tetto rosso, a Bob the Builder e alle sue ruspe parlanti, alla Barbie che viaggia su un camper tutto rosa.

Non sono idiota. 

SO che il mondo reale è un'altra cosa. Ma cosa mi cambia credere alle favole? 

Anzi, certe volte mi fa stare meglio e mi fa sperare che la principessa venga salvata da un orco verde e che sia comunque felice così, che lottando si vince contro i cattivi e che i buoni alla fine (spesso) trionfano.

Le favole ci insegnano che comunque la lotta è dura, il male in agguato e i nemici lì appena fuori dalle mura. Ma che bisogna essere tenaci e coraggiosi e che la vita è una sfida. Anche se sei un robottino di ferro abbandonato sulla Terra ad ammucchiare cubi di immondizia in eterno.

Il problema vero è che molti adulti non credono più alle favole. Il problema vero è che crescendo si capiscono molte cose e la disillusione è forte. Il problema vero è che se credessimo un po' di più alle favole magari staremmo meglio. 

Potremmo accettare tante cose e anche che la vita sia andata diversamente da quanto avevamo immaginato.

Illusa, mi direte. C'è il mutuo da pagare, la scuola che cade a pezzi, le vacanze che costano troppo, etc etc.

Ma che mi cambia credere che esista? 

La magia del Natale acquista un sapore diverso, la notte di Natale ti addormenti sognante, la mattina sotto l'albero che ti costa immaginare che li abbia messi Babbo Natale i regali?




Come organizzare una vacanza sulla neve low cost (in alta stagione e in Alto Adige)

Io non so sciare, non ho avuto l'occasione di imparare e adesso ho abbastanza paura di lanciarmi giù dalle piste innevate.

Ma ho voluto -fortemente voluto- che i miei figli imparassero.

Non abbiamo altre ferie che quelle di Capodanno-Epifania e nessun'altra scelta che andare in montagna in quei giorni.
Quindi sopravviviamo a pranzi regali panettoni e parentame e se riusciamo - economicamente soprattutto - partiamo per la montagna (poi c'è da dire che siccome io non scio e un po' mi rompo anche a vedere gli altri che sciano, l'anno scorso siamo andati a Parigi e per una volta ciao ciao montagna!!!!).

Già dopo la prima volta in Alto Adige avevo capito che per me l'unica montagna degna di considerazione è quella. D'estate senza dubbio e certamente anche d'inverno. Che siano Dolomiti o meno, che siano valli importanti o valli meno note. Non voglio andare da nessun'altra parte. 

Quindi dopo aver passato varie estati in quel di Fiè allo Sciliar, abbiamo deciso di provare anche l'esperienza invernale.

Ci siamo scontrati con i costi folli dell'alta stagione. Non solo skipass e scuola sci, che sono costi diciamo così non modulabili, ma soprattutto l'alloggio.
Allora ci siamo rivolti come tante altre volte ai masi di Gallorosso, l'Associazione Masi dell'Alto Adige.

Per andare a sciare magari bisogna guidare 10 km ma vi assicuro che vale la pena fare questo piccolo sforzo, per poter stare - al ritorno - in una montagna quasi incontaminata, silenziosa e vera (l'avrete capito che non ci interessano animazione, shopping, vie con negozi e cose simili).









Il maso - già sperimentato d'estate - è per noi uno dei modi migliori di vivere la montagna. 



Il maso è una fattoria che affitta appartamenti, economici e confortevoli. Per sua natura non è quasi mai vicino agli impianti di risalita, ma spesso è vicino al bosco e vista da lì la montagna è ancora più bella.



Al maso gli appartamenti hanno diverse metrature, spesso hanno balconi, a volte sono rivolti a est o a ovest, a volte verso il bosco a volte verso la montagna. Al piano terreno c'è sempre l'appartamento dei padroni di casa, il resto del maso viene affittato (il secondo piano e le mansarde).
Di solito gli appartamenti sono pochi, uno o due, mai più di cinque. Nei masi con appartamenti non c'è quasi mai una zona comune all'interno (anche se a Capodanno andremo in un maso che invece offre per le giornate piovose un tavolo da ping pong e un angolo giochi per bambini. Poi vi raccontiamo vah!).

Il maso propone sempre il "servizio pane" e cioè si può prenotare il pane fresco (e prodotti simili) il giorno prima e alla mattina per colazione avrete sulla porta di casa il sacchetto di pane fresco fragrante. Iniziare così la giornata, non ha prezzo! Molto spesso produce speck e formaggio che vengono venduti a prezzi interessanti (a volte sono prodotti dai masi nei dintorni o della zona: succo di mele, succhi di frutta, chips di mele, marmellate, erbe aromatiche, ...).   Se il maso ha qualche mucca, ogni sera verso le 18 si può andare nella stalla con una brocca a prendere il latte appena munto (poi ovviamente andrà bollito). E' lo stesso latte che i masi forniscono alle latterie locali per la produzione di latte, yogurt, ... (le più famose: Mila a Bolzano, Sterzing a Vipiteno, Brimi a Bressanone).

Spesso il maso ha intorno prati dove giocare con il bob e la slitta, che è la nostra massima aspirazione dopo lo sci (ok lo sappiamo, adesso non c'è neve, ufffff abbiamo molta fede!).

I costi degli appartamenti sono quasi sempre ragionevoli a volte stupefacenti. Non hanno grossi picchi di stagionalità, salvo Natale e Capodanno e le settimane di Agosto.
Nelle zone più turistiche e più famose i masi spesso si adattano ai trend e ai costi della zona e possono essere decisamente più costosi. 
Indicativamente per un appartamento da 4 persone (due stanze da letto separate) si va indicativamente da 70 a 150 euro al giorno (fino a 200 euro in masi classificati 5 fiori che hanno più le sembianze di pensioni di lusso più che di fattorie). 

Dipende moltissimo dalla classificazione, dal luogo, ogni tanto -appunto- dal periodo, dalla vicinanza o meno ad impianti di risalita, dalla posizione vicina o meno ad un paese e a servizi vari. 

A Bressanone inclusa nella tariffa c'è la BrixenCard, una carta turistica che permette l'utilizzo gratuito di tutti i mezzi pubblici della regione Trentino-Alto Adige, l'entrata gratuita all'Aquarena e al Palaghiaccio, una corsa al giorno a/r sulla funivia della Plose Skiarea, vari sconti per spettacoli (come ad esempio Il Sogno di Solimano previsto al Palazzo Arcivescovile di Bressanone fino all'8 gennaio) e entrata gratuita a 86 musei altoatesini (wow) compresi l'Abbazia di Novacella, i Musei MMM (quelli di Messner), il Geoparch Bletterbach, le miniere della Val Ridanna e il Museo Archeologico di Bolzano (dove potete incontrare Ötzi).
In sintesi un bel guadagno, soprattutto per noi che viaggiamo in quattro e non penso scieremo tutto il giorno.

Con la BrixenCard ci sono sconti anche sulla scuola sci e sul noleggio attrezzature.

Per quanto riguarda lo skipass non c'è molto da fare. Se siete come noi che sciate in tre su quattro e vi basta fare la scuola sci e sciare ancora un paio d'ore, meglio sceglierei skiarea minori possibilmente non comprese nel circuito DolomitiSuperski. Gli skipass locali, legati solo alla skiarea in cui siete, costano ovviamente di meno di quelli combinati che comprendono anche i pianeti fino ai confini dell'universo. Inoltre sono quasi sempre disponibili skipass mattutini o pomeridiani che potrebbero venire incontro alle diverse esigenze delle famiglie.

Alla Plose poi è possibile anche utilizzare la tessera Viviparchi. Questa tessera offre numerosi sconti e gratuità alle famiglie con bambini in tutte le regioni d'Italia. Alla Plose ad esempio permette di ottenere uno skipass giornaliero gratuito per 1 bambino sotto i 13 anni per ogni skipass giornaliero adulto acquistato. Come risparmio non è male, considerato che i nostri figli ormai hanno 9 e 13 anni e in famiglia c'è un solo adulto che scia (questa carta è una mia scoperta recente, al nostro ritorno vi dirò se ha funzionato o meno).

Quindi tirando le somme:
 - importantissimo tenere più basso possibile il costo dell'alloggio
 - scegliere località in valli minori, non pretendere di stare sulle piste e nemmeno vicino agli impianti, accettando anche qualche volte di cucinare a casa e di essere in questo senso meno comodosi che all'albergo
 - prenotare il prima possibile e cioè 4-6 mesi in anticipo sulla data del viaggio. I proprietari dei masi chiedono solo una minima caparra per "fermare"  l'appartamento
 - valutare valli e aree che prevedano card turistiche con sconti e agevolazioni comprese nella tariffa dell'alloggio
 - scegliere una skiarea minori non legate al DolomitiSuperski o dove ci siano skipass "locali". In Alto Adige ad esempio noi siamo stati alla Plose - dove andremo quest'anno, poi a Racines in Val Ridanna e al Klausberg in Valle Aurina.
 - valutare altre carte sconto per famiglie e -in base alla possibilità che vengano applicati gli sconti- scegliere una località al posto di un'altra.

Se invece cercate un family hotel, con piscina coperta, sauna per i genitori, kid's club, animazione, navetta per le piste, ristorante etc etc (tutti desideri legittimi) questi consigli non fanno per voi, anche se potreste voler valutare un diverso approccio alla montagna.

A noi la montagna piace viverla così, a contatto con i locali, in piccoli paesini poco turistici, su piste meno affollate e meno famose, in luoghi tranquilli e se possibile in mezzo ai boschi e alla natura.

Facendo come vi abbiamo raccontato, la spesa per una settimana bianca diventa davvero low-cost. Alla fine oltre all'alloggio al maso, pagheremo solo 1 skipass adulto e 1 skipass junior (io non scio, quindi sono esclusa dal conto finale), avremo uno sconto su scuola sci e noleggio sci. 

Noi abbiamo elaborato una stima, mi riprometto di tornare qui a raccontarvi com'è andata.

Bene, da non sciatrice, vi lascio e vado a vedere se la biblioteca di Bressanone è aperta durante le vacanze! ciao!!!

P.S. ah dimenticavo: ho già scritto un post sulla vacanza al maso. Questo è il link, se vi va di leggerlo.

lunedì 5 dicembre 2016

Lago Maggiore - cosa fare quando piove

Il Lago Maggiore è un gran bel posto.
Quando c'è il sole.
Quando la temperatura è mite o dignitosamente calda.
Quando il cielo è azzurro.

Per il resto è molto affascinante ma a me personalmente vengono subito in mente i romanzi di Gozzano tipo Malombra o Piccolo Mondo Antico dove piove sempre e alla fine muoiono tutti.

Tuttavia può capitare di essere da quelle parti e incorrere nel maltempo.
Mannaggia e adesso cosa facciamo?

Anche per noi che abbiamo casa lì il maltempo è una jattura. Le giornate non passano mai e dopo che hai trovato qualcosa da fare tocca trovare qualcos'altro altrimenti sia i grandi che i piccoli escono pazzi.
Peggio ancora se capita che siete in hotel o in un bed and breakfast dove lo spazio è ancora meno e non si vede la fine del temporale.

Quindi mi permetterete di darvi qualche piccolo suggerimento su dove sbattere la testa quella (maledetta) volta che avete deciso di andare sul Lago Maggiore e piove.

Ovviamente dipende anche da dove siete alloggiati sul Lago, i nostri consigli cercheranno di essere più ampi possibile ma noi partiamo dal lato piemontese a nord di Verbania e per forza di cose molte attività saranno nei paraggi (che comunque vuol dire sempre almeno 10-20 km di distanza).


1) a noi piace molto andare al cinema. Quindi - sperando che trasmettano proprio il film che non abbiamo visto - cogliamo l'attimo e andiamo a Cinelandia a Verbania-Intra: non aspettatevi un multiplex come certi intorno a Milano. E' un piccolo multisala (3 sale, meno di 400 posti in totale) ma con una buona programmazione. All'interno c'è un bar e in alcune sale - nelle ultime due file - ci sono delle poltrone speciali che vi permetteranno di vedere il film praticamente distesi (non ho capito se si possono prenotare on line)

2) a Ghiffa nell'ex Cappellificio Panizza potete visitare il Museo dell'Arte del Cappello. Sono due stanze che raccontano la storia della manifattura di cappelli che fu attiva proprio qui dal 1881 al 1981. Viene raccontata anche la storia della produzione del cappello, sono esposti antichi macchinari, molti cappelli e molte foto. La manifattura nel suo periodo d'oro arrivò a produrre 1000 cappelli al giorno. 
Orari di apertura abbastanza limitati: contattare direttamente il museo per informazioni dettagliate.

(photo credit: Comune di Ghiffa)

3) A Locarno (CH) il Lido offre varie piscine al coperto con scivoli, vasca per bambini e vasca con acqua a 38° che esce all'esterno con idromassaggi e docce a cascata. E' un luogo super-organizzato: non esitate a lasciare le scarpe nello spogliatoio comune, fanno tutti così. Vi verrà consegnato un braccialetto che consente l'accesso alle piscine e -se avrete scelto l'opzione- anche agli scivoli.
Il bar ha un accesso anche direttamente dalla piscina, è un po' caro (come tutto in Svizzera). D'inverno il biglietto vale 4 ore e ci sono tariffe famiglia.
D'estate non ci sono limitazioni orarie e il luogo è splendido con anche il prato e la spiaggia che digradano verso il lago (ma per l'estate magari scrivo un'altro post!!!!)

4) sempre a Locarno ci sono numerosi musei e un castello. Tra i musei, il più recente è la Ghisla Art Collection, un cubo rosso che contiene numerose opere di artisti famosi (Picasso, Basquiat, ...). E' aperta solo al pomeriggio. Non costa pochissimo ma è gratuita sotto i 12 anni. Noi non ci siamo ancora stati, se ci andate prima voi raccontateci!!!!


(photo credit Ghisa Art Collection)

5) a BAVENO c'è un'altra piscina coperta con scivoli. E' l'AquadventurePark appena fuori dall'uscita Stresa/Baveno dell'autostrada. Meno bella di quella di Locarno, è pur sempre un posto interessante per trascorrere un altrimenti noioso pomeriggio di pioggia. 
Se nel frattempo il tempo tornasse accettabile, vicino c'è il borgo di Feriolo, incantevole per una passeggiata al tramonto.

6) a GIGNESE invece si può visitare il minuscolo Museo dell'Ombrello dove viene raccontata la storia dell'ombrello e la storia di molti che da queste zone partirono per portare l'arte ombrellaia altrove, persino in Sud America. I documenti ricordano che su questa sponda del Lago Maggiore le famiglie di ombrellai erano circa 170. (come sempre, verificate direttamente ai numeri del museo gli orari di apertura)


(photo credit Museo dell'Ombrello e del Parasole)

7) a CERRO, frazione di Laveno-Mombello si può scoprire il MIDEC Museo Internazionale del Design Ceramico, un museo insolito che raccoglie i pezzi prodotti dalla Manifattura di Laveno e opere provenienti dalle collezioni Richard Ginori. Il Museo racconta la storia della ceramica dal 1800 ai giorni nostri nell'area lombarda. Spesso vengono organizzati atelier e laboratori artistici per grandi e piccoli (informazioni presso il Museo).


(photo credit MIDEC)

8) Se invece vi inoltrate nelle valli dell'Ossola, consigliabili per una passeggiata nella bella stagione, appena dopo Baceno troverete le (abbastanza famose) Terme di Premia con vasche adatte ai bambini e un ambiente confortevole per le famiglie. Anche in questo caso, la gita sarebbe meglio d'estate per godere anche degli spazi esterni delle Terme...ma la Valle Antigorio è bellissima d'inverno e -nel caso nevicasse- dalla vasca esterna a 42° potrete godere di un panorama unico!

9) sempre nell'Ossola, all'ingresso della più nota MACUGNAGA, si trova la Miniera d'oro della Guia. Anch'essa generalmente chiusa d'inverno (verificate sempre direttamente), è una possibile alternativa per un pomeriggio primaverile o estivo rovinato dalla pioggia. E' accessibile a tutti anche ai disabili. Se il tempo fosse migliore di quanto vi aspettate, nei pressi della miniera un sentiero porta al Lago delle Fate dove vi potete fermare per merenda.
Non lontano dalla miniera proseguite la visita entrando nel Museo Antica Casa Walser dove in una casa del 1700 perfettamente ristrutturata, potrete imparare moltissimo sulle usanze e sulla storia della comunità Walser di Macugnaga.


(photo credit www.museowalser.it)


10) tornando invece nella parte sud del Lago, ad ANGERA è possibile visitare la Rocca Borromea, un bellissimo castello che domina il lago dall'alto di uno sperone roccioso di fondamentale importanza strategica nelle epoche passate. La Rocca conserva ancora molti arredi originali e tra le numerose sale la più bella è senza dubbio la Sala di Giustizia con affreschi originali del XII secolo.
All'interno della Rocca, se è il vostro genere, c'è il Museo della Bambola e del Giocattolo. Purtroppo Rocca e Museo sono chiusi nei mesi invernali, quindi vi potrebbero essere utili per i pomeriggi di pioggia nelle altre stagioni!


(photo credit: www.illagomaggiore.it) 



Altri posti da valutare in caso di pioggia:






Il vero problema del lago d'inverno è che è quasi tutto chiuso. Nonostante questo nei bei giorni di tramontana, quando il cielo è blu e si vedono le montagne innevate che fanno corona al lago, è senza dubbio un posto interessante!

lunedì 31 ottobre 2016

Mercatino di Natale - Santa Maria Maggiore in Val Vigezzo (VB)

La Val Vigezzo è un posto magico. Incastonata alle spalle del Lago Maggiore, è ovviamente tanto lontana dal lago quanto lo sono le montagne che la circondano. 




Insieme alle altre valli dell'Ossola compone un rosario di bellissimi luoghi da visitare: tra le più belle (a nostro parere) la Val Devero, la Val Formazza, la Valle Antrona e la Valle Anzasca (quella di Macugnaga). 
L'area nasconde tesori che pochi conoscono, per fortuna o purtroppo.

Da Milano ci si arriva in un'ora e mezza abbondante ma vale la pena inerpicarsi tra queste valli in ogni stagione.

A dicembre durante il ponte dell'Immacolata (quest'anno 2016 9-11 dicembre) in Val Vigezzo si svolge il più grande mercato di natale del Piemonte: quello di Santa Maria Maggiore.

Negli anni si è affermato anche fuori dalla provincia di Verbania e ovviamente è molto frequentato non solo dai locali, da chi abita lungo il lago ma anche da chi è disposto a fare un bel viaggetto provenendo dalla pianura.

Il paese di Santa Maria Maggiore è molto carino, ha strade strette, vicoli acciottolati e case antiche con balconi in ferro battuto e tetti in ardesia, una bella piazza ed è un luogo molto piacevole.









Potrebbe fare molto freddo quindi preparatevi 😊 ! però lungo il percorso vengono accesi questi fuochi per riscaldarsi un po' e in piazza vengono tostate le caldarroste



 Le circa 200 bancarelle offrono prodotti artigianali non standardizzati, spesso sono prodotti dagli abitanti del paese o dei dintorni. Vi sono anche alcuni stand gastronomici (i salumi e i formaggi dell'Ossola sono ottimi) e eventi vari, botteghe aperte, degustazioni, dimostrazioni di lavori con la motosega, jazz band,.......




 

Noi abbiamo assistito ad un concerto di corni svizzeri per le strade di Santa Maria Maggiore ed è stato molto suggestivo.


 

Inoltre è possibile sperimentare prodotti locali come ad esempio l'amiasc di Coimo, una specie di sottilissima sfoglia cotta sulla piastra condita con burro e sale






Se avrete la fortuna di fermarvi in paese fino al calar del sole, vivrete il mercatino in tutta la sua magia.


Informazioni pratiche: 
 - arrivate presto così eviterete la folla
 - c'è un grosso parcheggio pubblico all'inizio del paese: lasciate lì l'auto e proseguite a piedi.
 - altrimenti è possibile raggiungere Santa Maria Maggiore in treno da Domodossola con la cosiddetta Vigezzina (obbligatoria la prenotazione on line)
 - per pranzare potete scegliere una delle trattorie in paese - da prenotare co rigorosissimo anticipo - oppure la ProLoco organizza vari punti di ristoro con piatti tipici
 - se avete tempo potete visitare anche l'originale Museo dello Spazzacamino, unico al mondo!
 - per i bambini: dalle 15 alle 18 di tutti i giorni del Mercatino vengono organizzati laboratori creativi nelle sale del vecchio Palazzo Municipale
 - qui trovate una mappa con tutte le info utili 



martedì 18 ottobre 2016

Croazia - Cosa fare a Plitvice prima o dopo il giro dei (famosi) laghi

Non vi racconterò dei laghi di Plitvice. Almeno non in questo post.
Però, a meno che non ci arriviate in giornata, camminiate lungo i famosi laghi e ve ne torniate da dove siete venuti, dormirete in zona almeno una notte.

Noi abbiamo dormito a Smoljianac, a tre km dall'ingresso numero 1 del Parco Nazionale.  Abbiamo affittato un appartamento in una casetta indipendente ai margini del villaggio.



E' una zona collinare, con molti boschi e disseminata di piccoli villaggi.
Ci sono fattorie, campi coltivati, alberi da frutto, piccole chiese di legno.




I locals ci hanno raccontato che purtroppo oltre al Parco Nazionale e all'indotto del turismo non c'è molto altro da fare e poche altre opportunità di impiego. La città croata più vicina è Zara a circa 140 km di distanza, oppure c'è Bihac che però è in Bosnia-Erzegovina.

Noi ci siamo arrivati provenienti dalla costa, abbiamo saltato Zara e a mezzogiorno eravamo già arrivati alla meta. Avevamo in programma di dedicare al Parco tutta la giornata successiva e quindi avevamo del tempo per esplorare il luogo.

Subito ci ha colpito la vegetazione, intorno a noi moltissimi alberi di prugne. Alcuni coltivati, nei pressi delle case e del villaggio. E moltissimi altri selvatici, lungo le strade.

E poiché a noi piace moltissimo assaggiare i frutti direttamente dalla pianta (e mai dimenticheremo i fichi colti dall'albero in Grecia), abbiamo fermato la macchina su una strada qualsiasi e ne abbiamo raccolte un po'. Erano buonissime!!!!  





Poi avevamo letto da qualche parte che il fiume Korana, che sfiora Smoljianac e proviene direttamente dai laghi di Plitvice, è balneabile. Il tratto che è riserva naturale e che crea le cascate ovviamente è intoccabile.
Il tratto successivo invece è balneabile, con piccole spiaggette e acqua cristallina.

I locali frequentano molto il fiume e anche gli stranieri in genere. In Italia invece non siamo più abituati al bagno nel fiume. Noi, che siamo un po' strani e routard inside, invece, facciamo il bagno ovunque - a patto che l'acqua sia pulita e non ci siano pericoli.  Questo ci ha permesso in questa e in molte altre occasioni di avere un po' di refrigerio durante i nostri viaggi in Agosto attraverso l'Europa (avete ragione, e penserete che avremmo potuto affittare una casa con piscina....beh i costi si alzano abbastanza e in certe zone non sei mai sicuro del tempo. A volte abbiamo trovato un alloggio con piscina e il meteo è stato così avverso che ci possiamo accontentare dei fiume quando esce un raggio di sole!). Quindi negli anni ci è capitato di nuotare nel fiume Dordogne e nell'Herault, nel Korana appunto, in vari laghi e plains d'eau qua e là. 
Non ci ferma nulla tranne la temperatura dell'acqua, che ti fa fermare il respiro, ma poi ti abitui e via!

Il pomeriggio dunque l'abbiamo passato al fiume. Era abbastanza profondo perché i bambini si potessero tuffare, c'era una cascatella e il tratto era abbastanza libero da vegetazione per poterlo anche un po' esplorare.










Trascorrere un pomeriggio nella natura, riposarsi sulla riva di un fiume, senza traffico, senza nessuno intorno, è veramente prezioso durante un viaggio itinerante. Ai bambini è piaciuto moltissimo. Dopodichè eravamo pronti per scarpinare tutto il giorno successivo lungo i sentieri del Parco Nazionale! E possiamo dire di aver fatto il bagno nella stessa acqua dei laghi.
Voi potete dire la stessa cosa? 

giovedì 29 settembre 2016

In giro per la Spagna - Breve sosta a Cuenca!

L'anno scorso viaggiavamo da Valencia a Madrid per una delle sette tappe del nostro viaggio estivo. 

Come di solito, anche questa non è una tappa particolarmente impegnativa, circa 350 km, e questo ci permette di partire relativamente presto stimando di arrivare alla meta verso las cinco de la tarde e scegliendo una tappa dove fermarci a pranzo e visitare qualcosa.

L'occhio cade su Cuenca, di cui avevo visto qualche foto sul web prima di partire. E senza saperne molto, giriamo in quella direzione.

All'arrivo la città moderna ci appare abbastanza caotica e di nessun interesse. Ma teniamo duro perchè sulle foto che ho visto c'erano rupi, case "sospese", vicoli acciottolati e palazzi antichi. 
Insomma un luogo dal fascino particolare (detto tra noi, Patrimonio dell'Unesco dal 1996).

Infatti seguendo le indicazioni turistiche, quasi all'improvviso ci troviamo ai piedi di una rupe che ricorda molto Pitigliano.  


Da qui è tutto uno scoprire di viuzze, salite, chiese, portici, cortili. 

Per iniziare il giro scegliamo di incamminarci verso il Parador, da cui parte un ponte di ferro sospeso sopra una gola che porta al centro storico. 



Da qui si vede benissimo la casa colgada più famosa di Cuenca. Una casa in legno a più piani letteralmente aggrappata alla roccia. 




Da qui si entra in paese e si percorrono le vie strette e acciottolate. Come al solito è ora di pranzo e non c'è moltissima gente in giro, ma la temperatura è molto più accettabile che a Valencia. Anzi ci sembra che sia proprio fresco (siamo quasi a 1000 m.s.l.m.)!

Attraversiamo varie piazzette su cui si affacciano alberghi di charme e appartamenti per le vacanze (alcuni devono essere davvero belli) e spesso lo sguardo scorre oltre i canyon che circondano la città.
Ci sono poi ristoranti, caffè, botteghe di artigianato...




Intorno solo foreste verdi e falesie di roccia, incredibili in mezzo alla giallissima meseta che porta a Madrid.



Il cuore pulsante di Cuenca è la Plaza Mayor, alla quale si accede attraverso una specie di arco alla base del palazzo del comune e su cui si affaccia la bellissima cattedrale gotica.



Le case intorno alla piazza sono dipinte a colori vivaci come anche quelle della strada che dalla città nuova sale fin qui.


 


E' evidente che le case sono state ristrutturate di recente e la cittadina sta recuperando a poco a poco il suo fascino dopo vari decenni di abbandono.

Come sempre ci dispiace andar via, anche se altre mete ci attendono.

Se avrete l'occasione di passare d Cuenca cercate di dormire quassù nella città vecchia e vedere la rupe di notte, completamente illuminata (deve essere molto suggestivo).